Metallica – Master of Puppets – Recensione Classici ovvero l’apoteosi sonora di un gruppo che ha fatto la storia

Metallica – Master Of PuppetsMetallica - Master Fo Puppets Recensione Classici

Band: Metallica
Titolo: Master Of Puppets
Produttore: Flemming Rasmussen
ReMastering CD: George Marino
Mastering Vinile: George Marino
Durata: 54:41
Data di uscita: 1986
Etichetta originale: Elektra
Formati disponibili:
CD:
Vinile:
Mp3:
Boxset:

 

 

 


Ci sono delle associazioni di idee che sono automatiche e una di queste è Metallica – Master Of Puppets. Ok.. Ammettiamolo… diciamolo subito ed apertamente, senza peli sulla lingua e senza prendersi in giro.. Adoro i Metallica.. soprattutto il primo periodo della loro carriera, anche perché ciò che hanno fatto dopo il Black Album è un’altra musica, altra cosa, altra concezione di sonorità. Soprattutto, altro tipo di clientela.

È innegabile che dalla tragica scomparsa di Cliff Burton nel 1986 i Metallica non sono stati più gli stessi, e questo viene dimostrato dal fatto che dopo  hanno praticamente pubblicato materiale (escluso …And Justice for All ) sempre meno fedele alla loro linea produttiva, sempre meno trash e sempre più qualcosa di sperimentale ( concedetemi il termine ), cercando di coinvolgere un più vasto gruppo di utenti.

Master Of Puppets – la recensione

Ed è da qui che voglio partire. Dall’ultimo passo prima dell’evoluzione, dall’ultima collaborazione con quel Cliff Burton che tanto ha dato ai Metallica e alle generazioni di bassisti (metal) della mia età : MASTER OF PUPPETS.
Il 1986 sarà ricordato, dagli appassionati del genere, come un anno d’oro.. infatti oltre i Metallica, altri grandi nomi ( uno su tutti Slayer con Reign in Blood 29 minuti di violenza musicale inaudita!) daranno il meglio di sé esprimendo quello che sarà il momento di massima espansione e maturità di questo genere.
Ed è proprio in questo anno che Master of Puppetsviene pubblicato dalla Elektra Records e pochi giorni dopo, dalla Music for Nations vendendo più di 500.000 dischi.

Master of Puppets è un disco epocale, uno di quelli che devi avere nella libreria, un disco che anche le generazioni odierne che tanto amano quel J.B. figlio in provetta delle case discografiche, conoscono e ogni tanto ascoltano.

L’apertura

Mi immagino, nel 1986, i ragazzi che ascoltavano attoniti la  Opening Track, “Battery” iniziando l’inevitabile e automatico Headbanging.

Tutte le tracce di Master of Puppets sono singoli capolavori. In meno di un’ora, Kirk Hammett (chitarra elettrica), Cliff Burton (basso), James Hetfield (voce e chitarra elettrica) e Lars Ulrich (batteria) ascendono all’Olimpo degli Dei del Metal.

La Main Track

Muster of Puppets, è l’apoteosi:  polvere e sangue riversate sugli strumenti, odio puro verso il potente visto come grande burattinaio che muove i fili e contro cui nulla si può.

“Master of puppets, I’m pulling your strings / Twisting your mind and smashing your dreams / Blinded by me, you can’t see a thing / Just call my name, ‘cause I’ll hear you scream / Master / Master / Just call my name, ‘cause I’ll hear you scream / Master /Master”.

E’ un grido disperato, nel momento in cui il brano rallenta, in cui si cerca comprensione ed empatia…

“Laughter, laughter / Laughing at my cries / Fix me”

… che poco dopo viene spazzato via dal martello del ritmo incalzante. È nuovamente tutto in  equilibrio, confermando definitivamente il potere del Burattinaio: una risata grassa e beffarda, priva di gioia e profondità.

Proseguendo con le tracce

Si continua ad apprezzare l’innegabile capolavoro che i Metallica ci hanno regalato: Disposible Heros, Welcome Home (Sanitarium). C’è un unico passo falso in Master Of Puppets, ossia quella Leper Messiah così macchinosa e “Antraxiana” che, personalmente, skippo sempre.
Ad un certo punto però accade una magia che si chiama Orion. Una lunghissima traccia strumentale dominata dal genio creativo di Cliff Burton che, con il suo basso, si mette sulle spalle la band, spingendola oltre il limite, proiettando la sua musica direttamente in quello che viene considerato il “dato di fatto”, quelle cose che sono così solo perché sono, senza giustificazioni o spiegazioni.

Il gran finale

Master of Puppets si chiude con Damage Inc: un inferno sonoro ( che ci piace tanto ) dove le corde delle chitarre si infuocano, una sfuriata Trash che omaggia gli Slayer stessi, che si conclude in un silenzio assordante, silenzio, questo. più tagliente di molte parole.

Considerazioni finali

Dopo questo disco e dopo la morte di Cliff Burton, The Four Horsemen non sono stati più gli stessi, mutando (e rinnegando?) loro stessi. Dei pezzi come ”Mama Said” o interi album (salvo poche eccezioni) come Load e Re-Load che neanche le peggiori Boy Band anni ’90….

Ultimamente, con Hardwired… to Self-Destruct i nostri Metallica hanno riproposto qualcosa di quello che sono stati negli anni ’80. Può essere visto sia come ricucitura di un sacco rotto, oppure, come credo e spero, il semplice processo di consapevolezza di sé. Quel processo che ogni uomo o donna raggiunge al termine della propria evoluzione professionale e di vita.

 

Cos’è il fattore LP

Il fattore LP è quanto vale spendere un po’ di più per avere un album in LP o come si usa dire oggi “vinile”. Quindi più è alto più riteniamo si possa apprezzare maggiormente il disco in questo formato.

Le nostre altre recensioni

Metallica - Master Of Puppets

0.00
9.3

Musica

9.3/10

Produzione

9.0/10

Fattore LP

9.5/10

Salvatore M Autore

Appassionato di musica e Hi-Fi fin da ragazzo. Non ho mai smesso di cercare buona musica, e il modo migliore per sentirla!

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